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Tra Te e me

Mona Lisa Tina, Tra Te e me, 2022,
performance ed installazione
CONNEXION, Festival diffuso di Arte Contemporanea,
Cappella ex Ospedale San Paolo, Savona
ph Michele Alberto Sereni

 

Tutta la mia indagine artistica accoglie riflessioni sui temi universali dell’identità, dell’incontro profondo con l’altro e della fiducia positiva nel cambiamento che ritengo possibile solo attraverso il dialogo e il confronto autentico tra le persone; un confronto e un ascolto profondo con il prossimo al di là di qualunque tipo di differenza legata alla cultura di appartenenza, all’etnia, all’orientamento sessuale, al genere, all’età e al credo religioso.

Partendo allora da questi presupposti, sono fermamente convinta che la percezione che abbiamo prima di tutto di noi stessi e della nostra precarietà esistenziale – oggi più che mai considerando i più recenti fatti di cronaca – sia estremamente fragile e vulnerabile ma è altrettanto vero che l’Amore nel suo significato più ampio, come forza generatrice e trasformatrice la può tenere insieme attivando, là dove possibile, un processo di consapevole rinnovamento.

Il linguaggio dell’Arte, in grado di scandagliare orizzonti culturali e sociali cristallizzati e incancreniti, rappresenta tra tutte una forza rigeneratrice potentissima.

Il mio intervento performativo dal titolo: Tra te e me, nell’accogliere queste riflessioni, si soffermerà sui temi del dolore, della sofferenza, dell’incomunicabilità tra gli individui, delle divergenze culturali e religiose legate all’egemonia politica (ne sono un triste esempio la dinamica criminosa tra Oriente e Occidente, tra Russia e Ucraina) e nel qui e ora del suo svolgimento, ribalterà e scandaglierà questa prospettiva, suggerendo in chi partecipa una politica di cambiamento. Un cambiamento dove il perdono consapevole, il dialogo, l’inclusione  sociale,  la dimensione di cura e conforto rappresentano gli unici eccezionali strumenti umani, in grado di ripristinare senso e obiettività al tempo che stiamo vivendo.


Descrivo la dinamica della performance –  Tra te e me

Attraverso scalza la sala  della cappella dell’ex ospedale su un’installazione composta di vetri rotti, che si orienta verticalmente e per intero per tutta la lunghezza dello spazio. Per forma e per riflesso dei colori, l’installazione, ricorda un fiume o una strada ghiacciata. Sul capo indosso una corona di spine di vetro e  un abito da sposa il cui stile e le cui decorazioni rimandano alla cultura medio orientale (o per meglio dire al vestito che la donna usa indossare durante il suo matrimonio; come risaputo il matrimonio islamico a differenza di quello cristiano-cattolico non è un sacramento vero e proprio ma un contratto tra le famiglie che può essere sia verbale che scritto, al di là del consenso della sposa).

Nell’indossare la corona di spine e l’abito nuziale islamico – con chiari riferimenti simbolici alla religione cattolica e a quella medio orientale –  desidero auspicare un dialogo tra entrambe le culture che forse non potrà mai esserci ma su cui intendo porre l’attenzione.

Mi avvicino ad ogni presente e delicatamente prendo la sua mano che porto al mio viso nel gesto di una carezza, poi sussurro al suo orecchio: tu sei amore;
questa dinamica è ripetuta per il numero dei partecipanti.

In un’atmosfera di silenzio rispettoso e amorevole energia ha inizio la seconda della performance.

Mi spoglio dell’abito e della corona di spine che posiziono in prossimità dell’installazione.

In fondo alla sala un fascio di luce illumina una pala d’altare costruita ad hoc in sostituzione dell’originale che era dedicata alla Madonna, su cui sono stati realizzati una serie di disegni che lo completano. I disegni sono rielaborazioni di una selezione di immagini prodotte da pazienti (adulti e bambini) che ho seguito in quindici anni di lavoro come arte terapeuta, all’interno di differenti contesti di sofferenza.

Sono di fronte alla pala, in ginocchio.

Una voce fuori campo, la mia registrata precedentemente, dice: vorrei fare a te, tutto quello che è possibile fare ad una creatura che si ama, la stessa frase viene ripetuta in lingue differenti per quante sono le Nazioni che compongono il Mondo fino a costituire, sovrapponendosi una babele di idiomi.

(La frase che ho scelto è tratta da una preghiera della mistica tedesca Cristhiane Ebner, vissuta nel 1300).

Info

Category:

Performance

Date:

29 Ottobre 2022