3 Workshops, 3 artisti visivi: BorgArt Academy, dal 17 al 30 Agosto 2015, Fivizzano – Mongigoli (MS)

On 30 agosto 2015

BORGARTE  ACADEMY  2015:

 

DALLE  IDEE  AI  LUOGHI, VERSO IL SÉ

 

Fivizzano- Moncigoli  /   17 – 30 agosto

 

 

Il tema didattico della residenza creativa Borgarte Academy, nella sua prima edizione per l’anno 2015, è l’importanza che assumono le idee e i contesti nei quali siamo inseriti, alla creazione della propria identità. E’ noto che ciascuno di noi, appartenendo a comunità, apprende e si rapporta alle persone che ha attorno, alle loro convenzioni, agli usi e alle tradizioni, ma tutto questo avviene dando vita parallelamente a una relazione unica con il territorio di riferimento. Tutti manteniamo un legame speciale con i luoghi della nostra crescita, poiché rappresentano i contesti, le scenografie, gli  habitat  laddove  si  è  sviluppata  e  ha  maturato  la  coscienza.  La  confidenza  e  l’affetto  che nutriamo  per questi luoghi generano  un sentimento  di protezione  e sicurezza,  che a sua volta permette al proprio sé di svilupparsi.

Nei dodici giorni di attività didattica di Borgarte Academy, desideriamo che la Lunigiana diventi un luogo di crescita, che permetta alle idee, ai luoghi e al sè, di manifestarsi. Il primo workshop sarà  pertanto  dedicato  a  un’idea,  la  luce  e  la  sua  riflessione  nel  bianco.  Ciascun  laboratorio creativo  avrà  la  sua  introduzione  in  una  visita  che  presenta  i  temi  della  ricerca  personale  e didattica del docente. La tematica del bianco, studiata e realizzata dall’artista Fabrizio Parachini, trova quindi un’anticipazione precisa ai temi trattati a lezione, nella visita agli Studi d’arte Cave Michelangelo, laddove i grandi nomi dell’arte internazionale realizzano l’idea creativa scolpendola nel marmo.

Parachini,  artista con formazione  medica,  tratterà  quindi il rapporto  con i colori, la luce e la metabolizzazione  di  questi  da  parte  del  corpo,  inteso  esso  come  organismo  che  reagisce  e interpreta stimoli visivi e tattili. Le idee si concretizzano pertanto nel visibile e nel tangibile, ossia nei dettagli che appartengono alla nostra realtà.

Dedicato   alla   realtà   manifesta,   è   infatti,   il   secondo workshop di Borgarte Academy, che interpreta l’incarnazione delle idee negli ambienti di riferimento, per la precisione si tratteranno i luoghi, i loro significati, il rapporto dell’uomo con essi,  la  loro  conoscenza  mediante  la  tecnica  della mappatura.

A tal proposito, la visita che anticipa il laboratorio didattico a cura del P.A.V. di Torino, nella persona dell’artista Orietta Brombin,  sarà interamente nel Comune di Ameglia  e avrà inizio con la visita a La Marrana Artembientale, residenza privata dei coniugi Bolongaro, grandi collezionisti di arte contemporanea, che accoglieranno gli studenti mostrando le opere  inserite  nell’ampio  parco  sul  promontorio  del Caprione. La vista magnifica sulle Apuane, il mare e le isole del Golfo della Spezia, faranno da collante nell’osservazione partecipata dei luoghi. Successivamente si scenderà nella suggestiva spiaggia di Punta Corvo per saggiare il contatto con gli elementi naturali in una sosta rigenerativa. Un traghetto ci trasporterà poi via mare fino al porticciolo di Bocca di Magra, permettendoci di vedere la maestosa Punta Bianca, affioramento di marmo sulla scogliera, importante cava dell’epoca romana.

A Bocca di Magra scopriremo  un angolo stimolante  della storia culturale  italiana.  Nel Largo Vittorio Sereni, assieme all’Amministrazione comunale racconteremo la costituzione degli Amici di Bocca di Magra che avevano nella locanda di Ciccio il loro quartier generale. Opere di poesia, arte contemporanea,   prosa  e  narrativa  sono  nate  in  quel  luogo  e  lì  avremo  modo  di  parlare pubblicamente di arte, restauro e caducità delle opere in un incontro aperto al pubblico.

Il seguito di Borgarte Academy sarà dedicato agli embienti esterni. Orietta Brombin si occuperà quindi  del  laboratorio  che  interpreta  il  trasferimento  dalle  idee  ai  luoghi,  nella  creazione  e realizzazione delle tecniche di invenzione dei paesaggi sociali, perlustrando le tipicità botaniche, i rilievi   paesaggistici   e   tutti   quegli   elementi   che   concretizzano   oggettivamente   il  senso   di appartenenza, nella percezione degli abitanti.

La terza visita che sarà all’interno del Comune di Fivizzano, nell’antro più magico e suggestivo caratterizzato dalle grotte, dagli affioramenti termali e dalle possibilità di entrata all’interno della montagna é il passaggio simbolico  dell’entrata  nel  proprio  inconscio,  anticipando l’ultimo workshop a cura dell’artista Mona Lisa Tina. Sarà lei, in qualità di Arte Terapeuta e performer ad accompagnare gli studenti in un percorso intimo che porterà i temi trattati nelle prime giornate a inserirsi nella propria identità personale, per essere elaborati in una trasformazione creativa e unica del proprio fare artistico. L’artista guiderà gli studenti ancora nella giornata  dell’inaugurazione  alla rassegna  Borgarte  in una grande  movimentazione  performativa collettiva, come spettacolo inaugurale dell’evento.

Il Prof. Stefano Ferrari, docente di Psicologia dell’arte dell’Università di Bologna nella serata del 28 agosto terrà un intervento a conclusione della didattica, dopodiché gli studenti avranno modo di essere intervistati dalla nostra radio ufficiale: Qui Radio. Non   mancheranno   altre   sorprese,   perché   Borgarte   Academy   è  un  luogo   aperto   e  di condivisione, pertanto riceveremo visite di altri personaggi dell’arte e avremo serate di convivialità all’aperto.

I  tre  giorni  di  Borgarte  rappresentano  infine  l’opportunità  data  ai  giovani  artisti  e  talenti  di mostrare la propria capacità creativa, permettendo di esibire i propri manufatti, opere, filmati, performance  e  spettacoli  digitali  oppure  cimentandosi  nell’attività  laboratoriale  con  i  bambini presenti alla manifestazione. Un percorso di arricchimento che vedrà nella cooperazione e nel ricevimento  didattico  di nozioni  e stimoli,  una  conversione  degli  stessi  in dono  per  il pubblico partecipante a Borgarte.

DETTAGLIO  WORKSHOP  ARTISTI:

1.  “Il  Bianco,  la  luce  e  i  colori”

WORKSHOP di Fabrizio  Parachini

Il workshop è costituito da sei ore di lezioni e sei ore d’incontri laboratoriali. L’obiettivo è quello di far conoscere la moderna concezione dell’”entità” colore vista sia come sensazione soggettiva che come qualità e attributo sensibile e mutevole del mondo visivo da saper gestire nella pratica espressiva. Durante gli incontri verrà affrontata l’idea di analisi cromatica dell’immagine secondo specifiche  categorie  e,  soprattutto,   saranno  presentate   le  principali  nozioni  di  “armonia”  e “interazione” cromatica.

È  previsto   l’utilizzo   di  video-proiettore   collegato   a  computer,   materiale   cartaceo,   riviste  e pubblicazioni. Ai partecipanti è consigliato l’uso di PC e Smartphone personali per riprese (foto e video)  sulle  quali  intervenire  con  elaborazioni  secondo  le  abilità  possedute  e  la  capacità  di gestione di programmi di elaborazione delle immagini. Si affronterà il concetto di colore, il suo rapporto con la luce naturale e artificiale. La sua misura e le variabili che determinano la sensazione di colore e le tre coordinate universali per la definizione di questo. All’interno di un succinto attraversamento della storia dell’arte scopriremo come gli artisti hanno affrontato l’uso del colore che, in concreto, è problematica complessa: espressiva, sociale, comunicativa   e   culturale.   Dall’antichità   alla   contemporaneità   (quest’ultima   specificatamente affrontata in laboratorio) verranno analizzate alcune tappe significative e sintomatiche del percorso mai lineare del colore nella creatività artistica.

Sarà trattata anche l’idea di contrasto e armonia cromatica, le problematiche e le proposte di Itten e Tornquist, la nozione di “Interazione del colore” proposta da Josef Alberts e la ripresa di alcune sperimentazioni pratiche che l’artista aveva effettuato con i suoi studenti e che hanno dato origine al libro “Interaction of Color”.

Le pratiche laboratoriali proposte si susseguiranno in funzione della partecipazione e dell’interesse del gruppo, ma tenderanno a verificare con materiali coloranti e colorati le diverse realtà del colore. Il colore laminare. Il colore dello schermo e quello della stampa. L’evanescenza del colore sperimentata con macchine fotografiche, smartphone e pc. ll colore di plastica di Tony Cragg. Il colore in polvere  di Claudio  Parmiggiani.  Il colore assoluto  di Yves Klein. Il colore di gesso di Ettore Spalletti. Il colore liquido di Noël Dolla. Sarà da valutare, sempre in funzione della coesione e delle capacità del gruppo, la fattibilità di un progetto pratico o performativo collettivo (la fattibilità dipenderà quindi dallo svolgersi del workshop).

Bio

Fabrizio Parachini nasce a Novara e si laurea in medicina e chirurgia a Torino. Esercita come medico per un decennio e contemporaneamente  studia e approfondisce le teorie e le poetiche dell’arte astratta. Dal 1996 si dedica completamente all’attività di pittore, teorico e didatta, collocandosi nell’ambito non-oggettivo di radice neo-costruttivista e minimalista. Nel 1996 e 1997 espone presso lo Studio Toni de Rossi di Verona e inizia la collaborazione  con il Centro Internazionale  d’Arte Contemporanea  “Arte Struktura”  di Milano. Nel   1998 e 2000 due mostre personali, preso la Werner Heyndrickx Gallery di Pallanza e lo Spazio Cesare da Sesto di Sesto  Calende,  focalizzano  e delineano  i temi  della  sua  ricerca.  Il “catalogo-libro  d’artista”  (con  “note  a margine” di Alberto Veca) edito per l’occasione,  si costituisce come strumento-guida  per avvicinarsi al suo lavoro. Nel 2002 personale presso la Galleria Arte Struktura di Milano, del proprio libro Intorno al quadrato (prefazione  di Edoardo  Landi,  postfazione  di Alberto  Veca):  il volume  “raccontando”  il percorso  teorico- formativo dell’artista, vuole presentare il quadrato   come “struttura” di tipo linguistico fatta di relazioni e articolazioni tra forme e concetti. Tra le altre, le successive personali alla Galleria Spriano di Omegna (2003), Collegio Cairoli dell’Università di Pavia (2004), Triangolo nero di Alessandria (2006) e l’ampia retrospettiva alla Galleria Biffi Arte Moderna e Contemporanea  di Piacenza (2010). Un accenno ad alcune rassegne a cui l’artista ha partecipato: Uso  del quadrato-Intorno al quadrato (Milano, 2002), Italien  neue  Positionen der  konkreten Kunst presso la Galerie des Kultur Forum – Konkrete Kunst Museum di Erfurt (Germania, 2002), Lo  spirito del novecento (Novara-Orta, 2003), Vedo nero (Pavia 2004), le varie edizioni di Leggere non  leggere (Milano, dal 2006 in avanti),  In  Cartis  (Roma,  2007  e Latina,  2009),  L’arte   costruisce il mondo (Mumbai  – India  - Punita Hacienda  Gallery,  2009),  3°  Triennale internazionale  d’incisione  città   di  Chieri (Chieri  nel  2008  e Castello  di  Zamek  Ksiaz  e  Varsavia  nel  2009),  Collezione  7  x  11.  La  poesia degli  artisti  (mostra itinerante).

Nel  2002  intraprende  l’attività  di  curatore  e  dal  2003  di  consulente  artistico  per  la  Fondazione  Achille Marazza di Borgomanero.  Ha curato personali tra gli altri di Kengiro Azuma,  Enrico Della Torre,  Jorge Eielson, Sandro   De  Alexandris,  Carol Rama,  Rodolfo  Aricò,  Antonio  Calderara, Mario Surbone, Marcello Morandini, Giorgio Griffa e varie collettive tematiche. Nel 2005 ha curato la mostra Il Filtro dell’immagine  focalizzando   e  teorizzando   l’idea   conduttrice   poi  sviluppata   nella   grande   mostra   al PalaFuksas di Torino dell’estate 2007 (Sguardo consapevole. Il filtro dell’immagine a cura di Francesco Poli  e Anna  D’Agostino)  a cui  ha  partecipato  come  artista.  È autore  di testi  per  Gilberto  Zorio, Luigi Mainolfi e per volumi d’arte, di fotografia e di design (“Valle di Susa”, “GreenBook 2011”); è docente d’Accademia di “Teoria della percezione visiva”, “Cromatologia”  e “Metodologia e analisi visiva”. Negli ultimi anni la ricerca espressiva è diventata particolarmente attenta alle relazioni ambientali, agli sviluppi installativi e alla loro lettura e documentazione  attraverso  il medium fotografico.  È da segnalare  la partecipazione  al numero  NOVE-2012  di  BAU,  Contenitore  di  Cultura  contemporanea.  Attualmente  è  rappresentato  dalla “Theca Gallery” di Milano.

2. Inventare paesaggi sociali . L’arte  nell’ambiente  come  processo  di integrazione, il  contesto  e  i  suoi  abitanti

WORKSHOP di  Orietta  Brombin

 A partire dall’esperienza del PAV Parco Arte Vivente, Centro sperimentale d’arte contemporanea di Torino, saranno analizzate le diverse possibilità di creazione e integrazione di un’opera proprio a partire dalle caratteristiche del contesto in cui questa trova origine. Un esempio di “paesaggio sociale” attuato dal PAV è la costruzione del percorso New Alliances svolta insieme  al collettivo  statunitense  Critical  Art Ensemble  che ha mosso  un forte interesse verso la conoscenza di pratiche artistiche volte a operare un cambiamento con la partecipazione attiva dei cittadini. Con il CAE è stato individuato un metodo di lavoro collettivo, testato in più di un anno di preparazione, e che oggi vede esemplari di piante a protezione assoluta vivere in più punti della nostra città. L’attesa è quella di una colonizzazione del territorio e, se ciò accadrà, i Dardi di Cupido (Catananche caerulea) preserveranno la loro missione biologica e i cittadini i loro territori. Questa pratica di reciproca collaborazione “intraspecie” non è l’unica in atto. Piante, persone e altri animali  possono  cooperare  in forme  complesse  d’alleanza.  In questo  senso  agisce  l’apicoltura urbana praticata dall’associazione Urbees che ha collocato alcune colonie di apis mellifera su La Folie  du PAV,  opera  ambientale  variamente  fiorita  di Emmanuel  Louisgrand.  La produzione  di miele non è l’unico scopo del progetto. Infatti, Antonio Barletta ha predisposto una strategia di biomonitoraggio sistematico che interessa diverse aree della città in cui sono collocati una serie di alveari. I dati che emergeranno dalle analisi (poiché la mobilità degli imenotteri si limita a un raggio d’esplorazione circoscritto) metteranno in luce dettagli riguardanti la qualità dell’habitat. Lo scopo di tale ricerca è quello di informare le comunità che abitano il territorio, lavorare alle criticità che è possibile risolvere e assumersi responsabilità precise.

Con queste premesse sarà possibile procedere all’individuazione di tutti gli aspetti caratterizzanti di  un  dato  luogo,  proprio  a  partire  da  Fivizzano,  sede  dell’attività  di  workshop,  per  definire  i presupposti ambientali di un’opera site specific. A questa ricerca di informazioni del territorio si aggiungono le conoscenze del tessuto sociale del luogo quale fattore imprescindibile per una progettazione people specific.

Bio

Orietta Brombin,  artista laureata  in Pittura all’Accademia  di Belle Arti di Torino, dal 2008 è curatore  delle Attività Educative  e Formative  del PAV Parco Arte Vivente,  Museo della Città di Torino fondato  da Piero Gilardi e dall’Architetto paesaggista Gianluca Cosmacini. Lavora a stretto contatto con il direttore artistico e, nel corso del tempo, con i curatori Nicolas Bourriaud, Claudio Cravero, Gaia Bindi e Marco Scotini.

Presente  già  dal  2005  nella  fase  progettuale  del  Centro  sperimentale  d’arte  contemporanea  aperto  al pubblico nel novembre 2008, dall’inaugurazione  del PAV ne prefigura e cura i programmi per tutti i pubblici, seguendone l’organizzazione,  la realizzazione e la formazione, oltre al coordinamento, dei collaboratori. Tali programmazioni  annuali  riguardano  l’attivazione  di  laboratori  d’educazione  all’arte  e  workshop  formativi rivolti a studenti di scuole di ogni ordine e grado: dalla scuola dell’obbligo alle Università.

All’interno del PAV fa parte del gruppo progettuale, della commissione Art Program diretta da Piero Gilardi e partecipa  alla  redazione  dei  cataloghi,  attraverso  la  curatela  e  i  testi  critici  riguardanti  i  programmi  di workshop svolti con gli artisti italiani e stranieri e occasione per la partecipazione  attiva del pubblico. Per il PAV  cura  le  mostre  Show   Food  (2014);  The  Wall#2. In/Out/Around,  Farmacia  Wurmkos,  Sesto  San Giovanni (2013); Orto_Grafico, (2012); New Alliance, in collaborazione  con il Critical Art Ensemble(2012); Attivazioni  del  corpo-vivente  (2011);  In/Out/Around  (2011);  IED@PAV,  assaggi  estetici  del  vivente (2009).

Su un piano di ricerca personale, dal 1998, indaga le potenzialità percettive in relazione con l’ambiente e il suo  percorso  artistico  si concretizza  in installazioni  basate  sui  linguaggi  stratificati  della  comunicazione. Espone i suoi lavori in gallerie, sedi storiche pubbliche e spazi autogestiti con le personali Parole Prime, Ex Convento  Chiesa  della  Beata  Vergine  delle  Grazie,  Villafranca  Piemonte  (TO)    2004  e  RGB.  Visioni Laterali,  Galleria   Optizoo,   Torino   2003.   Tra  le  sue  mostre   collettive   recenti   si  segnalano:   Abbey Contemporary Art,  nei luoghi della memoria, Ex abbazia di San Remigio, Parodi Ligure (Al), a cura di M. Dellaria  2014 ; End  In  Nation, mostra migrante da  StudioDieci verso   altri mondi, Museo  Civico  del Marmo, Carrara, a cura di StudioDieci  2014 ; La  via del Sale, Arte Contemporanea  dalla Langa al mare Castello di Prunetto (CN), a cura di S. Peira e V. Siviero 2014 ; Zwilling Kunst, Torre Pellice (I)/ Morfelden- Walldorf (D), Civica Galleria d’Arte Contemporanea Filippo Scroppo, Torre Pellice (TO), 2014.

Per la tua carne

WORKSHOP e Rassegna  performativa a cura di Mona Lisa Tina 

Il  workshop  “Per  la  tua  carne”,  rivolto  agli  studenti  di  Borgarte  Academy,  è  incentrato  sulla dimensione performativa e sulle possibili modalità di rappresentazione ed espressività del corpo. Il significato del titolo desidera sottolineare un progetto di offerta e apertura all’Altro attraverso il corpo,  inteso  nel suo  significato  più  ampio  e lontano  da ogni  forma  di pensiero  erotizzato.  In questo   progetto   l’alterità   si  propone   come  unica  e  preziosa   opportunità   di  crescita   e  di cambiamento, in un momento di grande sfiducia dell’individuo, amplificata dalla difficile condizione esistenziale della nostra contemporaneità.

Si tratta di un’operazione artistica che traccia un percorso verso una dimensione di comunicazione profonda che unisce corpo e spirito in modi imperscrutabili, sacrali, meditativi, in cui è protagonista la condivisione. In questa prospettiva è possibile dare forma ad una manifestazione creativa forte e partecipativa, che mette in atto un processo interattivo tra gli studenti, gli abitanti e il territorio. All’interno del programma si alternano momenti teorici, con l’ausilio di proiezioni video e film come esempi  stimolanti  di  significative  dimensioni  performative  che  hanno  tracciato  e  continuano  a tracciare  la  storia  di  questo  linguaggio   estetico,  a  momenti  prettamente   esperienziali   con un’attenzione specifica al singolo allievo e alle sue potenzialità artistiche.

Durante lo svolgimento delle tre giornate verrà dato ampio spazio alla dimensione di ascolto e di preparazione dell’uso della propria fisicità come fase propedeutica all’evento conclusivo. Il docente stimolerà creativamente i partecipanti, accompagnando ciascuno ad una presa di coscienza forte del proprio sé corporeo attraverso azioni ed esperienze che integrano alla modalità performativa tecniche di arte terapia.

Il progetto è diviso in tre parti (giornate) collegate tra di loro e interdipendenti: la prima di natura teorica, è improntata alla conoscenza delle origini del linguaggio performativo nelle arti visive, dalla fine degli anni Sessanta ad oggi; la  seconda  intende  trasmettere   allo  studente   i  principi  fondamentali   dell’utilizzo   di questa affascinante   modalità   espressiva   e   a   stimolarlo   nella   costruzione   di   una   propria   azione performativa, oltre a coglierne insieme le particolari urgenze estetiche; la  terza  prevede  la  realizzazione  e  la  partecipazione  attiva  di  tutti  gli  iscritti  a  una  rassegna performativa  estemporanea  e relazionale, coinvolgendo,  là dove possibile, anche gli abitanti del paese.

Il materiale  di preparazione  e di realizzazione  dell’evento  finale  verrà  documentato  con foto  e video. Opportunamente  montato,  questo  materiale  contribuirà  a testimoniare  che in alcuni casi l’arte  contemporanea  può  essere  più  facilmente  compresa  e  accolta  in  piccoli  centri  abitati piuttosto che nelle grandi città.

 

Bio

Artista, performer e arte terapeuta, Mona Lisa Tina vive e lavora a Bologna. Nata a Francavilla Fontana (BR) nel 1977, si è diplomata nel 2005 in Pittura all’Accademia  di Belle Arti di Bologna e si è specializzata  nel 2012 in Arte Terapia presso Art Therapy Italiana. Dal 2011 coordina, insieme a Stefano Ferrari, docente di Psicologia dell’arte all’Università di Bologna, il Gruppo di studio “Psicologia e Arte  Contemporanea” della IAAP (International Association for Art and Psychology).

Da Giugno 2014 ha attivato in collaborazione con il Dottor  Giovanni  Castaldi  (psicoanalista  e  docente  di  “Teorie  e  Metodi  delle  Arti  Terapie”  all’Accademia Albertina delle Belle Arti) un progetto formativo sperimentale  annuale sul tema dell’identità, presso la GAM (Galleria Civica Moderna e Contemporanea)  di Torino.

 Principali mostre:

2015 – Sguardi Corporei, GAM- Torino, a cura di Martina Corgnati; 2014 – BIO50,  24th  Biennale del Disegn,   Lubjana,  a cura di Sponge  ArteContemporanea,  Yantras,  ex carcere  le Nuove, The  Others   art  fair, Torino, a cura delle gallerie: Alviani ArtSpace  (Pescara),  Martina Corbetta   (Giussano),   mc2   gallery   (Milano)   Rossmut   (Roma);   Centrum  Naturae,   Macula   –  Centro Internazionale  di  Cultura  fotografica,  Pesaro,  a  cura  di  Roberto  Paci  Dalò,  intervento  critico  di  Debora Ricciardi;  Teoremi performance festival, Museo  d’Arte  Contemporanea  Villa  Croce,  Genova,  a cura  di Giulia Casalini e Roberta Orlando, in collaborazione con CUntemporary Archivio Queer Italia. 2013 – Into  the  core,  Palazzo della Penna_Centro  di Cultura Contemporanea,  Perugia, a cura di Giorgio Bonomi e Alessandra Migliorati; IL CORPO  SOLITARIO.  L’autoscatto nella fotografia contemporanea, Palazzo della Penna_Centro di Cultura Contemporanea, Perugia, a cura di Giorgio Bonomi e Alessandra Migliorati;  Il  corpo solitario nell’autoscatto fotografico, Centro Luigi di Sarro, Roma, a cura di Giorgio Bonomi. 2012 – Sense  1+1, Auditorium Palazzo del Sole 24 ore, Milano, a cura di Chiara Canali; Come  Farfalla/Arte Accessibile, Palazzo del Sole 24 ore, Milano, a cura di Roberta Ridolfi; In Corpo  012 (Art fair OFF), BT’F Extra, Bologna, a cura di Sponge ArteContemporanea,  interventi critici di Emanuele Beluffi, Isabella Falbo.  2011 -Foto/Diramazioni, MACULA  – Centro Internazionale di Cultura Fotografica, Pesaro (PU); Cuore  di Pietra.  Un  progetto di Public Art  a Pianoro, luoghi vari, Pianoro (BO), a cura di Mili Romano; Videoart YearBook 2011, Chiostro di Santa Cristina, Dipartimento  delle Arti Visive, Dams, Università di Bologna, a cura di Renato Barilli, Alessandra Borgogelli, Paolo Granata, Silvia Grandi, Fabiola Naldi; Contemplazioni d’arte…  Arte   in  Ospedale, Ospedale  Muraglia,  Pesaro,  a  cura  di  Roberta  Ridolfi; In  Corpo.   Dalla performance al video, galleria BT’F, Bologna, a cura di Emanuele Beluffi. Info:  www.monalisatina.it

 

 

Direzione didattica borgarte academy: Angelica Polverini

Borgarte e Borgarte academy sono progetti a cura di:

raphael nanti e lucia goberti, Associazione Amici di Serena

Gestione contatti e social web: andrea pellini

 

 

 

 

 

 

 

 

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