A Teresa

On 29 marzo 2014

 

Il dittico fotografico “A Teresa” viene proposto dall’artista come un omaggio alla romantica figura di Teresa Gamba Guiccioli. Si tratta di una riflessione molto personale che accoglie considerazioni ed interpretazioni sullo stile di vita della scrittrice ottocentesca, decisamente all’avanguardia rispetto alla condizione di subordinazione nei confronti dell’uomo di quasi tutte le donne della sua epoca.

Nel progetto sono riscontrabili citazioni incentrate sul tema dell’identità e dei generi legate alle pratiche performative di Mona Lisa Tina. Viene però proposta, attraverso il linguaggio visivo dell’artista contemporanea, un’interpretazione di Teresa come donna, tra i suoi desideri più profondi e la ricerca di un senso di autenticità dei propri legami affettivi.

Ecco quindi che in entrambe le foto il soggetto rivolge incurante le spalle al suo possibile interlocutore, perché ciò che desidera più profondamente è di “venire a patti” con la propria immagine allo specchio, con cui cerca intensamente un contatto. Nella prima foto l’artista sembra volerlo fare guardandola negli occhi e allungando la mano quasi per toccarla; nella seconda accosta la fronte a quella della sua figura riflessa, come per interagire con la parte più razionale di sé stessa, essendo tradizionalmente la fronte il luogo di sofisticate elaborazioni di pensiero. Nel dittico l’artista, avvolta da una luce calda e sensuale, è in piedi nuda, fasciata nel corpo da una serie di cinghie nere che ne vincolano i movimenti.

Se per la ricerca artistica di Mona Lisa Tina la donna contemporanea deve riappropriarsi della sua identità, lontano dai canoni estetici tanto standardizzati dalla cultura attuale, così anche Teresa sembra aver voluto suggerire, attraverso i suoi comportamenti e le sue opere, uno stile di vita libero e slegato dai condizionamenti della società moralista e bigotta della sua epoca, vestendo contemporaneamente i ruoli di moglie, madre e amante. Inoltre la sua particolare sensibilità e acutezza di pensiero le hanno confermato una presenza di tutto rispetto anche all’interno di un élite intellettuale prevalentemente maschile.

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